Il presidente

Anno più, anno meno, la valutazione sensoriale degli alimenti e delle bevande vanta una storia lunga un paio di millenni almeno. Un tempo c’era chi veniva pagato per il suo “sapere scegliere”, poi sono arrivati i tempi di chi veniva o viene pagato per fare scegliere, e oggi siamo nell’epoca in cui chi sa scegliere per sé acquisisce un vantaggio competitivo notevole affrancandosi dalla pubblicità e dai falsi profeti.

Quando gli assaggiatori di caffè sono nati nel 1993, non c’era sul pianeta un’organizzazione specifica che si occupasse di valutazione sensoriale del caffè in tazza. Nel corso di questi anni il nostro libro matricola ha superato gli 8.000 iscritti domiciliati in più di 40 paesi nel mondo e i nostri libri di testo sono stati tradotti in dieci lingue.

Eppure rimaniamo l’unica organizzazione che si occupa esclusivamente di assaggio del caffè. Perché vedere il caffè come merceologia e occuparsi anche della sua sensorialità è una cosa, ma vedere il prodotto partendo sempre e comunque dal suo percepito è questione ben diversa: è un fatto di filosofia e di conoscenze di metodi in continua evoluzione e perfezionamento. Questo approccio alla materia ci ha però consentito di mettere la nostra specializzazione al servizio di tutte le organizzazioni, italiane e straniere, che si occupano di caffè, intrattenendo con loro ottimi rapporti che contiamo di rafforzare ulteriormente in futuro.

In questi 18 anni di vita dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, il mondo del caffè ha subito profondi cambiamenti dal punto di vista geografico ed economico che di certo non hanno portato a un miglioramento sensoriale del prodotto, quanto piuttosto a una divaricazione della forbice tra le eccellenze e prodotti sempre più infimi che invadono il mercato disaffezionando il consumatore e facendo una concorrenza a quanti perseguono la qualità.

Noi proseguiremo nell’indicare alla gente modelli di qualità attraverso i corsi, i concorsi e le pubblicazioni. Questo per la salvezza dei torrefattori e dei baristi che credono nell’eccellenza, ma anche per dare una mano a quei coltivatori che, distanti da noi migliaia di chilometri, coltivano in condizioni avverse e molte volte nella povertà, un arbusto che per noi è fonte di felicità.

Luigi Odello

Presidente

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[file] IIAC - Struttura organizzativa dell'associazione IT-EN (agg. 30-01-2013).pdf248.54 KB
[file] IIAC - Titolari cariche sociali (agg. 13-03-2014).pdf153.16 KB