Le associazioni nazionali

Su un libro matricola comprendente ormai 6.000 registrati, gli stranieri sono 500, distribuiti in 42 nazioni. Se come organizzazione di assaggiatori Iiac rappresenta la seconda al mondo, tra quelle sorte in Italia è sicuramente la prima come aderenti esteri.

Una parte del merito va senza dubbio alla fama che hanno le miscele e le attrezzature italiane per la preparazione dell’espresso, ma una buona parte del successo dello Iiac all’estero va attribuita alla lungimiranza del consiglio di amministrazione, all’efficacia e alla chiarezza didattica, ai supporti redatti in più lingue (il libro del corso di base, Espresso Italiano Tasting è in nove lingue, russo e giapponese non escluse), al corpo docenti che riesce a tenere corsi in idiomi differenti.

Mantenere i contatti, amministrare e fare progredire soci lontani, domiciliati in Paesi con forme giuridiche distanti dalle nostre e con alfabeti che non hanno parentela alcuna con quello latino per lo Iiac era diventata una missione impossibile. Così, l’organo di governo ha emesso un regolamento in base al quale le sezioni estere possono essere costituite in vere e proprie associazioni (o organismi simili, in conformità della normativa del luogo) e vivere una vita propria pur rimanendo parte dello Iiac e utilizzando il marchio, la didattica e i relativi supporti.

Qualsiasi associato può rendersi promotore della costituzione di una sezione all’estero: basta che si metta in contatto con la sede dove sarà valutata la proposta e, nel caso, fornito il regolamento con le spiegazioni inerenti alle procedure da adottare.